Hanno parlato di lei i critici d’arte

 

 

 



                                                         Simone Fappanni

                                                                               :: Di Paesaggio in Paesaggio ::

                                                                               ::  Percorsi  creativi ::

                                                                               :: L'incanto del paesaggio ::

                                                         Elena Gavazzi

                                                        M.Malì

                                                      
  G.Turola

                                                        O.Pennacchio
 

 

 

 

 

DI PAESAGGIO IN PAESAGGIO


Maria Puggioni, artista nata a Osilo, in provincia di Sassari,  vive da parecchi anni a Pizzighettone.

Ha esposto con successo in varie località italiane. Partecipa, ottenendo positivi riscontri, a premi e concorsi.
Recentemente ha presentato i proprio quadri a Castelsardo e a Castell'Arquato, cittadina in cui è stata co-curatrice della Rassegna e del catalogo Aeras assoliadas, dedicata all'arte sarda.

In questa nuova rassegna, Maria presenta una scelta di lavori ordinati sotto un titolo veramente suggestivo: "Di paesaggio in paesaggio", volendo con cio sancire quel duplice legame affettivo con la "sua' Sardegna e con la terra lombarda che in un certo senso "convive" nella sua pittura. Elemento comune ad entrambe queste componenti ideative è la notevole matericità del colore, denso e pastoso, che bene si accorda con una poesia narrativa nella quale risuona una passione, fortissima, per il comporre e il cercare un ideale colloquio con l'osservatore.

Puggioni sembra proprio aspirare a questo: a creare una vicinanza con chi guarda le sue tele, attraverso il registro, vero e autentico, della poesia espressiva, della narrazione , dietro l'immediatezza .

la pittura di Maria è estremamente piacevole anche per la chiarezza rappresentativa ,  nasconde significati e significanti da scoprire. Non si tratta però di messaggi criptici, lontani. Si tratta, al contrario, di messaggi umanissimi, che rimandano a discorsi "sulla" e "nella" natura, motivo conduttore di tutta la poetica creativa della Puggioni. E proprio da questo amore nascono quadri intensi, in cui l'artista coglie il dato reale per farlo proprio, per riprodurlo "filtrato" dalla sua ispirazione, dalla sua particolare sensibilità. Per queste ' ragioni i pezzi di Maria ci consentono di calarci al sole caldo della Sardegna in riva a un mare azzurrissimo, puro, cristallino, in cui un silenzio quasi irreale sembra indurre alla meditazione. Così pure le marine, talvolta caratterizzata dalla presenza di barche alla fonda o al largo, generano la medesima, intensa emozione. Ci portano in una dimensione narrativa senza tempo, dove si abbandona la mera descrizione casuale a favore di una concertazione luministica che aumenta, progressivamente, l'intensità lirica.


Di pari valore espressivo, ed egualmente permeati dalla profondità del pensiero artistico di Maria, sono gli scenari lombardi. Si osserva un attento uso dei verdi e delle tinte squillanti, grazie alle quali la pittrice coglie, con convincente indole, l'alternarsi delle stagioni, il mutare del tempo, attraverso una articolazione "scenica" veramente originale e degna di nota.

                                                                                                                            Simone Fappanni

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 I "Percorsi creativi" di Maria

Sono tante e diverse le linee espressive che caratterizzano le opere di Maria Puggioni, pittrice che vive e lavora a Pizzighettone, accogliente centro in provincia di Cremona. Scelte tematiche assai varie ed eterogenee, come si può facilmente desumere dai due cataloghi da lei stessa curati (rispettivamente intitolati: "Terra Acqua Fiori" e "Luci e Colori della Natura") che denotano una ricerca che muove nel segno di aggettivazioni visive nelle quali l'elemento naturale viene continuamente e sottilmente indagato con passione e partecipazione. Maria Puggioni possiede un tocco molto femminile e una sincera vena colloquiale, elementi che le permettono di sondare elementi talvolta anche quotidiani permeando gli stessi con una sottile intonazione lirica. In questo modo questa eclettica autrice passa facilmente a ritrarre, ad esempio, i più singolari paesaggi (da scorci montani a marine, a pianure...) per spaziare sino a bulbi e cavalli.
Attratta dall'arte sin da bambina, si è dedicata, nel corso della sua esperienza creativa, alla pittura a olio, alla colorazione su vetro e al trompe-l'oeil. Realista, ama dipingere la campagna, ma anche agli animali e i fiori, anche se non mancano, nella sua ampia produzione, marine, nudi e quadri a tema. Da non dimenticare sono pure le nature morte, eseguite con il medesimo impegno delle altre composizioni e con una notevole attenzione al dettaglio. Su questo tema, l'artista ha dichiarato: "La natura morta è la sintesi del vissuto specchiata nelle cose. Immagini che emergono come ricordo di atmosfere dotate di particolare intensità emotiva. Il linguaggio misterioso della natura fotografata con l'anima e filtrata col pensiero. Quello che mi propongo è, perciò, di rendere allusivamente il guizzo, il "brillìo" di una vita che, se esiste senza nome, è tuttavia sostanziata dalla mia percezione. Ottengo questo effetto attraverso l'impiego di colori brillanti, pastosi, vivi, e pennellate che non circoscrivono la forma, bensì la pongono come se si trovasse in uno degli istanti iniziali della propria espansione spazio-temporale. Natura morta, quindi, che fissa e scioglie la dimensione del ricordo nel fluire continuo della comunicazione fra interno ed esterno.
L'artista ha esposto in numerose città italiane; suoi quadri si trovano in collezioni private e "in permanenza" presso la Galleria Immagini di Cremona.             
(Simone Fappanni (critico d’arte)  

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INCANTO DEL PAESAGGIO

Quella della Puggioni è una pittura materica, compatta, delineata da una coloristica che si spande sulla tela con robusta consistenza. In Maria coesistono due “anime” espressive, se così possiamo chiamarle. La prima specie in certi passaggi cromati permeati da un’atmosfera luministica di schietta intonazione plastica, deriva dal forte legame che giustamente la legano alla Sardegna.La seconda, estremamente legata alla precedente, in cui si osservano toni e accenti propri degli scorci padani, nasce dalla sua lunga permanenza nel Cremonese - tanto che l’artista può essere definita “pizzighettonese” d’adozione - in cui la sua tavolozza si è ulteriormente arricchita ed ampliata

Il paesaggio è l’elemento ricorrente nella poetica creativa della Puggioni è una ricerca che muove nel segno di aggettivazioni visive nelle quali l’elemento naturale viene continuamente e sottilmente indagato con passione e partecipazione. Anzi il contatto emotivo diventa la ragione di particolari scelte, specie luministiche, che la pittrice pone in atto cercando di conferire alle sue composizioni un tono squisitamente poetico, non accontentandosi di perseguire una raffigurazione meramente decorativa.

Maria in parecchi anni di attività creativa ha saputo costruire, con impegno e dedizione, uno stile particolare, in grado di coinvolgere anche l’osservatore meno abituato a frequentare il mondo delle cosiddette Beaux Arts. Una limpidezza che il riflesso di un’artista in grado di farsi apprezzare per le sicure doti meta-narrative, come dimostrano i successi ottenuti in diverse manifestazioni culturali e tanti riconoscimenti che ha conseguito.

                                                              Simone Fappanni (critico d’arte)

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...La pittrice Maria Puggioni si ispira al dato naturalistico; sa cogliere gli aspetti più affascinanti dell’ambiente che ci circonda con un tratto scorrevole e con decise tonalità. Colloquia con la natura con grande sincerità e pervade le sue opere con una poetica vibrante. I suoi paesaggi sono una testimonianza dell’incontro che si può instaurare tra l’uomo e il reale, la cosa che maggiormente interessa l’autrice è osservare il panorama ed estrinsecare le proprie sensazioni.
                                                                           Elena Gavazzi critico d'arte
 

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TRACCE DEL PASSATO


L'artista Maria Puggioni con un'interpretativa nitida e sincera ci presenta un panorama naturalistico d'ampio respiro che testimonia un risultato colmo d'espressività e straordinaria vitalità: vedute di case, ricordi, luoghi ed immagini dai soggetti floreali emergono validamente delineando così una credibile realizzazione pittorica supportata da un vigoroso impianto compositivo e dall'autentica spontaneità.
Attraverso un tema paesaggistico ricorrente, di chiara lettura, la Puggioni coniuga dignitosamente il rapporto tra forma e colore, mentre la stesura disegnativa, pervasa da un'affascinante poesia, s'inserisce in una significativa atmosfera incontaminata per comunicare effetti e sfumature densi di ariosità.
Da un dinamismo impegnato sempre intriso di sentimento e dolce romanticismo affiorano le opere"Testimonianze del passato", "La natura allo specchio"e "Gerani al sole", in cui si può notare come la matrice figurativa, concretamente riassunta, si espanda ininterrottamente in una capacità artistica evidente.
Incantevoli ombreggiature, eleganze cromatiche e serena narrativa si fondono in un immediato linguaggio filtrato da una tavolozza armonica che valorizza ogni particolare nell'opera.
L'Artista utilizzando la pittura ad olio o tecnica mista su tela, sprigiona un profilo stilistico gioioso; è l'amore per la natura e per la pittura che genera una continuità di valori che s'intersecano traboccanti in delicate e intense emozioni.
Nelle sue mostre si avverte come l'Artista con le opere trasformi la quotidianità in creatività, facendoci riflettere sulla vera importanza dell'elemento ambientale, trascinandoci in un mondo prezioso avvolto da una rassicurante veridicità contenutistica.
                                                                               M.Malì , critico d'arte
 

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LE VOCI DELLA NATURA


Ascoltando le voci della natura, la Puggioni crea uno stile pulito che rileva alcune influenze impressionistiche, nella scelta dei motivi e del lessico; le tele, realizzate con la tecnica ad olio, restituiscono delle quiete e fresche atmosfere intrise di una delicata quotidianità.

Le diverse tematiche offrono alla pittrice una varietà di motivi che dipinge con immediatezza e sensibilità cromatica.

Nella produzione dell'artista, che si dedica anche alla realizzazione di trompe-l'oeil e alla decorazione di vetri, incontriamo paesaggi dalla sottile vena lirica, nature morte e fiori sostenuti da vasi, animali, sopratutto vigorosi cavalli, fino a trovare sensuali nudi femminili.

In tutte le opere la Puggioni rileva la sua profonda attenzione per la resa della luce e dei colori degli elementi naturali ritratti; ne è un esempio la tela intitolata "Viale in autunno", realizzata con rapidi tocchi di pennello e raffigurante un solitario viale alberato che si perde in profondità.

Nei lavori che ritraggono delle marine, forse le sue tele più personali, l'indiscussa protagonista è l'acqua del mare resa attraverso ampie stesure di un colore blu intenso e, contemporaneamente, la varietà delle tinte, accordandosi con il celeste del cielo, conferiscono luminosità e brillantezza alle tele.

Tutti i lavori paesaggistici rilevano il rapporto diretto dell'artista con la natura con cui si accosta con affetto e partecipazione. Gli armoniosi scenari lasciano intravedere l'approccio di tipo realistico ma nel contempo soggettivo della Puggioni con la realtà esterna circostante, fonte incessante di nuovi spunti pittorici.

                                                                                 Gabriele Turola, critico d'arte
 

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DENTRO LE IMMAGINI DI MARIA

Incontrare un artista che fornisca , oltre alle sue visioni , gli strumenti per decretarne il senso è sempre una sorpresa. Se poi questo messaggio riesce in qualche modo ad agitare le acque della nostra affettività o a fornire nuovi paradigmi di conoscenza , allora il piacere è vera 'ri-creazione'.
Le tele di Maria Puggioni presentano proprio questa particolarità perché , da un lato , si propongono , e con determinazione , come specchi di una realtà riconoscibile, seppur in qualche modo ' diversa' , e , dall'altro , come tracce ripercorribili di un cammino di comprensione.
I processi conoscitivi che consentono di raggiungere tali risultati sono ,essenzialmente , quello di una singolare sensibilità percettiva e quello dell'analisi tecnico-ricostruttiva.
Il primo consiste in un modo rarefatto di rapportarsi con l'esistente ,lasciandosi guidare da vibrazioni emotive ,percepite come anticipazioni intuitive di conoscenze fattuali.
Il secondo comporta lo sforzo di ricomporre piano oggettivo e soggettivo attraverso l'analisi parcellare del vissuto ,per restituirlo nella sua concretezza , ma con caratteri nuovi .
Conservare nella pennellata finale le tracce dell'intero percorso è segno di grande libertà interiore e di forte convinzione sul valore del proprio vissuto.
E' , questo, il portato di una cultura che viene da lontano ,di mondi nei quali tutto il reale era davvero percepito come razionale e la capacità di vivere si costruiva attraverso una conoscenza trasversale , atteggiamento dismesso,purtroppo, nel mondo occidentale a partire dal positivismo.
Con queste premesse si comprende come l'artista non assuma in modo univoco uno stile particolare ,relativizzando la scelta tecnica rispetto al nucleo narrativo trattato.

Così , accanto a tele di impronta impressionista , troveremo il divisionismo e l'espressionismo materico ,rivissuti sempre su registri molto personali e con tinte che , pur ricoprendo l'intera gamma , spesso vedono in posizione dominante quelle fredde ,capaci di conferire alle immagini , anche alle più commosse , un'incisività potente ,un'aura temporale , assoluta.
Anche lo stile della pennellata muta :ora è breve , trattenuto , le tinte naturali , ora è ampio e disteso e i colori si levigano in sfumature progressive che interagiscono con la luce.
Quest'ultimo aspetto non viene preso in considerazione per ottenere verosimiglianze , ma come elemento-guida di un percorso: mostra e nasconde , dà corpo e appiattisce secondo una logica del tutto personale che ,scaturendo da una profonda esigenza comunicativa ,poco concede ad atteggiamenti esclusivamente estetizzanti.

                                                                            Prof .Olga Pennacchio
 

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